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Itinerari storico-culturali

Patrimonio archeologico e culturale

Il patrimonio archeologico del Parco si caratterizza per una grande eterogeneità. Numerose sono le image005testimonianze di un'occupazione del territorio fin dal Paleolitico, riscontrabili in luoghi come la grotta dei Cervi a Porto Badisco, la grotta delle Prazziche a Marina di Novaglie, le grotte Zinzulusa e Romanelli a Castro. La Grotta Romanelli in particolare è stata la prima in Italia a restituire pittogrammi risalenti al Paleolitico (da 120.000 a 36.000 anni fa) e al Neolitico (da 10.000 a 5.000 anni fa), mentre la Grotta dei Cervi (in foto) è riconosciuta a livello internazionale come un importantissimo complesso pittorico, nel quale si possono ammirare sia scene di caccia, uomini e animali, sia immagini che sembrano rimandare ad una dimensione spirituale della vita dei nostri antenati .

 

Una presenza estremamente rilevante è quella dei monumenti
megalitici
, diffusi a macchia di leopardo nel territorio del Parco. Si tratta di dolmen , menhir (foto) e specchie, che si possono ammirare, tra gli altri, nei comuni di Castrignano del Capo, Alessano, Corsano,Menhir_Diso Diso, Castro, Gagliano, Ortelle, Otranto e Tricase. Queste costruzioni megalitiche, delle quali significato e utilizzo non sono di facile interpretazione, risalgono all'età del Bronzo ( XV-XI sec. a.C.) e rappresentano alcuni degli attrattori più suggestivi e caratteristici del territorio salentino.

A partire circa dall' VIII sec. a.C. , la civiltà messapica occupante queste terre, ha lasciato molte testimonianze della sua presenza, prolungatasi nel Salento fino alla conquista romana avvenuta nella seconda metà del III sec. a. C. I ritrovamenti più antichi sono stati effettuati in scavi archeologici presso alcune grotte vicine ad Otranto e Roca Vecchia; inoltre numerosi centri del Salento, tra cui Castro e Otranto, si sono sviluppati al di sopra di una cinta messapica. Tuttavia è nell'area di Muro Leccese che venne fondata la più grande città messapica finora conosciuta e dove si è conservata una cinta del IV sec. a. C. in condizioni tali che ci permettono di ammirarla tutt'oggi. Un altro importante insediamento è quello dell'antica città di Vereto, nei pressi di Patù. Anche Salve conserva i resti di un nucleo abitativo messapico abitato dal 1550 a.C. al 470 a.C.

 

Nel 554 d.C. ebbe inizio in Puglia la dominazione bizantina e, tra l' VIII e il IX sec. d.C., molti monaci, seguaci della regola ascetica di S. Basilio, si riversarono nel territorio salentino dalla Cappadocia, antica regione dell'Anatolia, dalla quale fuggirono a causa del furore iconoclasta di Leone III. Qui contribuirono ad una fusione di elementi orientali con la cultura e la religione autoctone.

frantNei pressi dei centri abitati, realizzarono molti insediamenti rupestri e cripte, usati a scopo abitativo e religioso. Strutture di questo tipo si trovano a Ortelle, Alessano, Andrano, e Otranto.

Numerosi sono i frantoi ipogei (foto), risalenti a questo periodo storico o addirittura precedenti, che attestano il fiorire e lo svilupparsi della cultura dell'olio nel territorio salentino. Gli stessi monaci basiliani apportarono elementi di sviluppo anche nella produzione agricola, mettendo a coltura terreni fino ad allora inutilizzati e diffondendo migliorie e innovazioni nelle tecniche colturali.

 

Percorrendo il Parco, il paesaggio parla della storia che lo ha caratterizzato e formato, e delle culture e popolazioni che nel corso dei secoli hanno vissuto questo territorio.

4376944776_02b55ac147Il tratto di costa che va da Otranto a Santa Maria di Leuca è orlato di Torri d'avvistamento,(foto : Torre Sant'Emiliano, Otranto) risalenti al XVI secolo, volute da Carlo V per proteggersi dalle minacce che venivano dal mare, dopo il massacro di Otranto avvenuto nel 1480 ad opera dei Turchi.

L’architettura rupestre e le colture agrarie tradizionali, delineano un paesaggio costiero ricco di suggestione. Gli oliveti terrazzati coprono gran parte della superficie agricola interna al perimetro del Parco. I labirinti di muretti a secco definiscono questo paesaggio che trova nella pietra e nelle rocce calcaree la sua massima espressione. Non mancano al riguardo opere straordinarie per la mole e per la perfezione dei manufatti; è possibile, ad esempio, imbattersi in imponenti muraglie di pietre a secco (mantagnate) costruite per proteggere sparute piante di olivi, fichi, peri ed altre specie da frutto. Alcune delle varietà agrarie presenti sono ormai diventate vere rarità botaniche altre, ancora piuttosto comuni, sono custodite nei tantissimi minuscoli orti e frutteti terrazzati che dalle quote più elevate degradano verso il mare.

Masseria_CippanoNell'entroterra, le masserie (foto: Masseria Cippano, Otranto) sorgono come monumenti alla cultura contadina, che ha trovato in questi nuclei la forma abitativa più consona all'ordinamento economico e sociale di stampo latifondista, che si protrasse fino alla riforma agraria avvenuta nel XIX sec.

Nei centri storici le città vecchie si configurano come dedali di vicoli nei quali si affacciano i Palazzi nobiliari con le loro evoluzioni barocche e dove spesso troneggiano castelli più o meno imponenti. Proprio i centri storici sono stati oggetto di riqualificazione e ristrutturazione.

Un elemento molto caratterizzante della cultura del luogo è il forte senso del sacro che si è tradotto in numerosissimi elementi architettonici. Anche nei piccoli paesini si possono ammirare numerose chiese e cappelle rurali, edicole ed insegne rupestri oppure inglobate nel tessuto urbano.

Merita una citazione particolare la Cattedrale dell'Annunziata ad Otranto, vero gioiello dell'architettura sacra. Finita di costruire nel 1088, fu edificata su 42 colonne monolitiche, diverse per qualità del granito e delalberodellavita marmo, per stile e periodo di produzione. Il pavimento è interamente ricoperto da un mosaico a tessere policrome (foto), eseguito da un monaco basiliano di nome Pantaleone, tra il 1163 e il 1166. Vi sono raffigurate varie figure storiche e immagini simboliche, tra cui l'albero della vita e il ciclo delle stagioni. Può essere considerato in qualche modo un compendio dell'immaginario medievale. Nella navata destra si conservano le ossa dei Beati Martiri di Otranto, uccisi durante l'invasione turca del 1480. Sempre all'interno della Cattedrale è presente un cripta bizantina del XI secolo.

Il quadro generale di questi elementi, configura una mappa che narra di intrecci tra civiltà differenti, dei cambiamenti nell'ordine sociale, economico e culturale, che si sono susseguiti nel corso del tempo. Ci comunica un'immagine del Salento che, grazie al mare (percepito più come via di comunicazione che come ostacolo o confine) e alle sue coste, ha rappresentato una porta verso l'Italia per i popoli provenienti dal Mediterraneo, un canale di comunicazione e di approdo. Un crocevia di popoli e culture, ognuna delle quali ha contribuito a formare l'identità specifica del territorio e a costruire quel patrimonio materiale e immateriale che trova in questo lembo di terra un'espressione unica e singolare.

 
Emergenza xylella: nasce lo sportello del Parco

Parco punta ad offrire spazi di sperimentazione ed informazione utile alla salvaguardia dell’intero patrimonio agro ambientale del territorio. Nasce così, presso la Sede dell’Ente Parco, uno  Sportello pubblico per le buone pratiche agricole che andrà incontro ai conduttori di fondi agricoli per fronteggiare non solo l’emergenza fitosanitaria portata dalla Xylella fastidiosa, ma anche l’abbandono colturale ed il cattivo uso dei suoli agricoli.  Lo staff tecnico dello sportello è costituito da due agronomi e da un biologo naturalista ed è supportato da figure professionali diverse per integrare al meglio conoscenze ed esperienze nei campi dell’agricoltura sostenibile. Il Parco naturale regionale “Costa Otranto – Leuca e Bosco di Tricase” sarà promotore di percorsi di formazione, incontri di divulgazione e confronto in ambito agro-ambientale, supporto ad una più razionale applicazione della Politica Agricola Comunitaria (P.A.C.) e delle Misure di sostegno economico contenute  nel nuovo Piano di Sviluppo Rurale della Regione Puglia 2014-2020. Lo sportello rispetterà i seguenti orari: lunedi, mercoledì e venerdì dalle 18 alle 20 in programmazione di quattro incontri nei comuni del Parco.

Il Parco comunica..

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