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L'area protetta

 

Il territorio del Parco si sviluppa lungo un grande SIC (Sito di Interesse Comunitario) ed ingloba o si connette ad altri 4 siti, di particolare rilevanza conservazionistica, perimetrati in qualità di SIC ai sensi della Direttiva “Habitat” 92/43 CEE:

 

NOME

CODICE

SUPERFICIE

COMUNE

Costa Otranto - S.M. di Leuca

IT9150002

1905,463 ha

Andrano, Alessano, Castrignano del Capo, Castro, Corsano, Diso, Gagliano del Capo, Ortelle, Otranto, Santa Cesarea Terme, Tiggiano, Tricase

Bosco Guarini

IT9150001

19,668 ha

Tricase

Boschetto di Tricase

IT9150005

4,153 ha

Tricase

Parco delle Querce di Castro

IT9150019

4,467 ha

Castro

Bosco Le Chiuse

IT9150021

3,762 ha

Tiggiano

 

La maggior parte dell’Area Protetta è localizzata lungo il perimetro costiero ed è caratterizzata da una varietà di ambienti quali boschi di leccio, pinete, macchie con quercia spinosa ed altre sclerofille, garighe, vecchi pascoli, rupi e falesie a picco sul mare.

 

Pseudosteppe_a_Cymbopogon-ridTra Otranto e S.M. di Leuca la litoranea salentina disegna circa 57 Km di linea di costa interamente rocciosa

Da un punto di vista floristico-vegetazionale l’area costiera si può suddividere in fasce parallele che presentano, procedendo dalla linea di costa verso l’interno, aspetti paesaggistici e vegetali diversi; queste aree si estendono parallelamente alle curve di livello a valle e monte della strada.

La prima fascia, lungo la linea di costa, per un’ampiezza variabile (20-50 m, corrispondente all’area di demanio, è caratterizzata da un litorale roccioso di calcare compatto (Calcari di Castro) con scarsa copertura vegetale. Nelle fratture e nelle tasche di roccia che accolgono i depositi di sedimento, sono presenti specie alofile quali: Limonio virgato (Limonium virgatum), Salicornia fruticosa (Arthrocnemum fruticosum), Finocchio marino Critmum maritimum, Cappero (Capparis spinosa). La linea delle falesie rocciose è occupata, invece, da una flora rupicola ricca di specie vegetali di grande rilevanza scientifica alcune delle quali esclusive del Salento come: Fiordaliso di Leuca (Centaurea leucadea), Fiordaliso nobile (Centaurea nobilis), Fiordaliso salentino (Centaurea japigica), Garofanino salentino (Dianthus japigicus), Veccia di Giacomini (Vicia giacominiana); specie ad areale mediterraneo orientale aventi in quest’area l’estrema propaggine occidentale della loro distribuzione sono invece: Alisso di Leuca (Aurinia leucadea), Campanula pugliese (Campanula versicolor), Efedra orientale Ephedra campylopoda, Cardo pallottola (Echinops spinosissimus), Ombelico di venere verdastro (Umbilicus cloranthus).

Oltre la linea delle falesie, in corrispondenza delle quote più alte, si trova una vasta area pianeggiante in cui sono presenti formazioni diverse di pseudosteppa e di gariga. Di particolare rilievo sono i prati con Barboncino mediterraneo (Cymbopogon hirtus) (foto) rientranti nella classe fitosociologica Thero-Brachypodietea, habitat prioritario della Direttiva Habitat 92/43 CEE.

Nella maggior parte dei casi queste aree vaste e brulle coincidono con i vecchi pascoli salentini dove ancora oggi, particolarmente nella zona otrantina, le greggi ovi-caprine sono fonte di produzioni casearie di particolare pregio anche per le essenze spontanee che ne contraddistinguono il sapore dei formaggi.

 

Bosco_delle_Vallonee_-_CopiaIl Boschetto di Tricase è un sito di straordinaria importanza custodendo esemplari maestosi e plurisecolari
di Quercia vallonea (Quercus macrolepis) che in questa area trova le condizioni pedoclimatiche ottimali per la sua riproduzione spontanea. Siamo di fronte all’unico bosco di Quercus macrolepis presente in Italia ed in generale all’avamposto più occidentale di questa specie in Europa. Nei pressi del Boschetto, l’area della Serra è punteggiata da nuclei ed esemplari isolati di questa bella e possente caducifoglia; sulla strada per Tricase Porto, si trova poi la celebre “Vallonea dei cento cavalieri”, esemplare che la tradizione popolare fa risalire al XII secolo.

 

 

Il Parco delle Querce di Castro è una piccola area boschiva molto boscocastroridinteressante poiché costituisce uno deipochissimi lembi boschivi relitti di Leccio (Quercus ilex) siti lungo la fascia costiera Otranto-Leuca. Si tratta di una lecceta recintata e utilizzata a parco comunale con uno spazio ludico per anziani, bambini e area picnic per famiglie; l’ambiente ha caratteristiche mesofile, con il leccio predominante accompagnato da specie quali l’Alloro (Laurus nobilis), il Biancospino comune (Crataegus monogyna), il Terebinto (Pistacia terebinthus) e il Nespolo selvatico (Mespilus germanica). La boscaglia è fitta ed impenetrabile con un sottobosco arbustivo dominato da Edera comune (Hedera helix) che ospita l’Elleborine minore (Epipactis microphylla), un’orchidacea molto rara. All’interno del bosco, in posizione ben visibile, è presente una struttura domenica (Dolmen Sgarra I) a testimonianza di una frequentazione antichissima dell’area.

 

Pistacia_lentiscus_flowerIl Bosco Le Chiuse di Tiggiano è un piccolo nucleo boschivo situato lungo i pendii collinari della serra
che degradano verso il mare. Esso è costituito prevalentemente da Lecceta, che nelle aree con maggiore dislivello viene sostituito da una rada vegetazione arborea a Quercia vallonea e da arbusti di Terebinto (foto). Nei tratti più scoscesi, dove predomina la roccia affiorante sono presenti specie tipicamente rupicole come l’Alisso di Leuca, la Scrofularia pugliese (Scrophularia lucida) e la Campanula pugliese.

 

 

 

Il Bosco Guarini, area boschiva situata in prossimità della costa, beneficia di un particolare microclima caldo umido, è costituito per il 90% da una lecceta che si trova in buone condizioni vegetative con presenza nel sottobosco di Alloro e Terebinto.

 

 

Mappa dell'area protetta

 

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Area protetta: dati sui 12 Comuni costieri:

 

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Emergenza xylella: nasce lo sportello del Parco

Parco punta ad offrire spazi di sperimentazione ed informazione utile alla salvaguardia dell’intero patrimonio agro ambientale del territorio. Nasce così, presso la Sede dell’Ente Parco, uno  Sportello pubblico per le buone pratiche agricole che andrà incontro ai conduttori di fondi agricoli per fronteggiare non solo l’emergenza fitosanitaria portata dalla Xylella fastidiosa, ma anche l’abbandono colturale ed il cattivo uso dei suoli agricoli.  Lo staff tecnico dello sportello è costituito da due agronomi e da un biologo naturalista ed è supportato da figure professionali diverse per integrare al meglio conoscenze ed esperienze nei campi dell’agricoltura sostenibile. Il Parco naturale regionale “Costa Otranto – Leuca e Bosco di Tricase” sarà promotore di percorsi di formazione, incontri di divulgazione e confronto in ambito agro-ambientale, supporto ad una più razionale applicazione della Politica Agricola Comunitaria (P.A.C.) e delle Misure di sostegno economico contenute  nel nuovo Piano di Sviluppo Rurale della Regione Puglia 2014-2020. Lo sportello rispetterà i seguenti orari: lunedi, mercoledì e venerdì dalle 18 alle 20 in programmazione di quattro incontri nei comuni del Parco.

Il Parco comunica..

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